Avvicinarsi alla scienza è come fare un viaggio. Può essere un viaggio all'avventura o un viaggio organizzato e, come nei viaggi, lo studioso può visitare posti inesplorati o scegliere invece di vedere luoghi visitati ogni giorno da centinaia di turisti. Può raccogliere immagini e souvenir del suo viaggio o può farli da sé.
Ci sono in effetti importanti differenze tra le immagini e i resoconti della comunicazione scientifica per addetti ai lavori e quelli usati nella divulgazione o nella didattica della scienza. Ma lo scopo delle immagini è sempre lo stesso: raccontare il proprio viaggio agli altri, rendendoli partecipi delle proprie emozioni, delle scoperte e delle conoscenze acquisite.
La serie è tratta da una rubrica curata dall'Immaginario Scientifico per la rivista pediatrica Medico & Bambino.
aprile 2012
Nel numero scorso abbiamo parlato dei considerevoli sforzi computazionali richiesti dalla simulazione di una sola colonna neocorticale. In questo numero guardiamo invece al cervello come all’intricato circuito che costituisce il connectoma. (continua...)
marzo 2012
Non più di un anno fa, nel numero di marzo 2011, presentando una realistica ricostruzione al computer della struttura di un tessuto nervoso, concludevamo dichiarando che, però, “una simulazione del reale funzionamento delle reti di neuroni è ancora molto oltre il nostro orizzonte”. (continua...)
febbraio 2012
La TAC è per definizione una tecnica di imaging che coinvolge il computer. Non solo le ricostruzioni tridimensionali, ma anche le stesse “fette” da cui partono queste ricostruzioni - e che normalmente appaiono come immagini bidimensionali - non potrebbero essere disegnate senza l’aiuto del computer, che integra le “ombre” ottenute illuminando il corpo da tutti i lati. (continua...)
gennaio 2012
Che le immagini con cui lavoriamo (e giochiamo) al computer siano in realtà dei numeri è ormai abbastanza chiaro a tutti.
Abbiamo anche già visto tante volte come la natura numerica delle immagini digitali possa venire sfruttata per ottenere informazioni non immediatamente evidenti. (continua...)
dicembre 2011
Per osservare strane forme viventi non occorre andare in fondo all'oceano (da dove provenivano le immagini pubblicate nel numero del mese scorso). Come osservavamo nel numero del maggio 2009, inquadrati con un obbiettivo macro e ingranditi anche solo di un paio di volte, anche i minerali, le piante, gli animali che ci circondano (continua...)
novembre 2011
Pensiamo sempre di conoscere già tutto, o quasi. Se non proprio direttamente, almeno attraverso la letteratura. Difficilmente mandiamo giù che ci siano cose che non si riescano a sapere. (continua...)
ottobre 2011
Il volto umano è in genere la prima cosa che vediamo quando veniamo al mondo. Sulle sue forme si è verosimilmente modellata tutta la nostra esperienza visiva. Di fatto, ci bastano pochi tratti per farlo rivivere nelle forme delle nuvole, nelle venature delle foglie e delle rocce, nelle macchie di un muro, o nelle linee di un disegno. (continua...)
settembre 2011
Il microscopio elettronico non usa la luce.“Illumina” i suoi campioni - opportunamente scelti, o corazzati - sparandoci sopra un fascio di elettroni.
giugno 2011
All’inizio del nostro viaggio, parlando dell’uso della grafica 3D, abbiamo sottolineato l’importanza della semplificazione nell’illustrazione medica (numero di novembre 2003). (continua...)
maggio 2011
La nostra cultura nasce con l’invenzione dell’alfabeto, quando, dalla rappresentazione pittorica dello spazio, l’uomo impara a passare alla registrazione della voce e del racconto. (continua...)