Conferenza pubblica

Mercoledì 6 dicembre 2006 | ore 17.30
aula conferenze 2A dell'edificio H3, Università degli studi di Trieste, via Valerio 12/2, Trieste

l'aritmetica delle riforme elettorali
interi, resti e divisori: come gestire al meglio il voto di un paese

Marco Li Calzi

presentazione: emilia mezzetti, fabio pagan

Terzo e ultimo appuntamento per il 2006 di frontiere, il ciclo di incontri ideato dal Centro internazionale di fisica teorica con l'Immaginario Scientifico che ha visto quest'anno la collaborazione del Dipartimento di matetmatica e informatica dell'Università di Trieste.

Dopo il ritratto storico e scientifico del matematico Gregorio Ricci Curbastro (che fornì ad Einstein il calcolo tensoriale per elaborare la teoria della relatività generale) e dopo la geometria delle bolle di sapone (ovvero come fare scienza con uno di giochi più antichi al mondo), frontiere affronta uno dei temi che più hanno visto discutere in Italia l'opinione pubblica e i media nel corso di quest'anno: come far sì che una riforma elettorale conduca a una ripartizione di seggi capace di rispecchiare il più possibile la relatà politica del paese. Insomma: il problema dell'equa suddivisione in proporzione ai voti ottenuti.

Problema di non facile soluzione e di delicata rilevanza costituzionale, in cui la matematica entra in tono decisivo. La sua prima formulazione risale alla Costituzione del 1789 degli Stati Uniti, che nel corso del tempo hanno legiferato ben quattro diverse soluzioni. Una di queste è quella sancita negli articoli 56 e 57 della nostra Costituzione repubblicana (1948). Ma non è l'unica possibile. Anzi, ci sono soluzioni diverse probabilmente più consone al principio generale one man, one vote.

 

 
   
 

marco li calzi

 

materiali
• il depliant
del terzo
appuntamento

 

 


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