Conferenza pubblica

Giovedì 25 maggio 2006 | ore 17.30
aula conferenze 2A "Morin" dell'edificio H2, Università degli studi di Trieste, via Valerio 12/2, Trieste

Geometria e bolle di sapone
scienza e divertimento con uno dei giochi più antichi al mondo

Michele Emmer

presentazione: emilia mezzetti, fabio pagan

Abbi divertimento sulla terra e sul mare / Infelice è il diventare famoso! / Ricchezze, onori, false illusioni di questo mondo, / Tutto non è che bolle di sapone. Con questi versi poetici, nel dicembre del 1992, il francese Pierre-Gilles de Gennes concludeva la sua conferenza a Stoccolma dopo aver ricevuto il premio Nobel per la fisica.

Simboli per eccellenza della caducità delle cose, le bolle di sapone hanno da tempo avvinto fisici e matematici. Se pittori, poeti e architetti ne hanno tratto spunti e ispirazioni, fu Newton, trecento anni fa, a descrivere il colore che si osserva sulle pellicole saponate. E se i fisici hanno dimostrato con l'esperimento che la lamina cattura l'aria e forma la bolla sferica, toccherà ai matematici far nascere la moderna teoria delle superfici minime.

Infine, una cosa stupefacente. Se si soffia con una cannuccia in una soluzione d'acqua saponata, gli angoli che le lamine formano sono solo di due tipi: o di 120 gradi, o di 109 gradi e 28 primi. Tertium non datur, infallibilmente.

Insomma, ce n'è d'avanzo per spiegare perché è dedicata alle bolle di sapone la seconda conferenza del 2006 di frontiere, il ciclo ideato dal Centro internazionale di fisica teorica con l'Immaginario Scientifico, cui si è aggiunto quest'anno il Dipartimento di matematica e informatica dell'Università di Trieste (www.dmi.units.it). Non mancheranno dimostrazioni pratiche con le bolle di sapone. Senza dimenticare il gioco.

 

 
   
 

michele emmer

 

materiali
• il depliant
del secondo
appuntamento

 

 

 


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