Giovani scienze a confronto - lunedì 22 e martedì 23 marzo 2004

Sono stati due giorni intensi per le classi che hanno partecipato agli incontri con giovani under 30 provenienti dal mondo della ricerca scientifica triestino, due mattine dedicate agli studenti delle scuole medie inferiori e superiori, così da dare loro la possibilità di entrare in contatto diretto con chi ha già intrappreso una carriera universitaria: un modo certo per farsi un'idea più chiara riguardo al proprio futuro, ma anche per far circolare il sapere in modo informale e coinvolgente.
Lunedì mattina due classi dei licei G. Oberdan e G. Galilei hanno incontrato Serena Zacchigna, che ha parlato di biotecnologie e della direzione in cui stanno andando, e Matteo Altissimo, che invece ha introdotto l'argomento delle nanotecnologie.
Martedì è stata la volta di due classi delle medie inferiori I. Cankar e C. De Marchesetti, che hanno ascoltato la presentazione di Luca Ticini, giovane esperto di neuroscienze, termine con cui si indica il gruppo di discipline che studia il cervello.

Tavola rotonda - Mercoledì 24 marzo 2004

La scienza non si ferma mai, e non solo: assistiamo a una progressiva accelerazione della ricerca, che allontana sempre di più la frontiera ultima dal sapere.
"Chissà se riusciremo a mantenere questo ritmo", ha esordito Edoardo Boncinelli, direttore della Sissa, nell'aprire la tavola rotonda "Sulle soglie del futuro", un incontro per le scuole medie superiori che, nelle intenzioni dei curatori, voleva rispondere alla domanda: dove va la scienza? Quali sono i temi caldi dei prossimi anni?

Boncinelli ha sottolineato l'importanza della curiosità, l'unico vero motore della ricerca, che ha mosso anche i suoi primi passi nel vasto mondo del sapere; da lì, il direttore della Sissa ha cominciato ripercorrendo le tappe principali della sua carriera, ragionando sul fatto che, al giorno d'oggi, non esiste più il genio solitario che elabora folli teorie chiuso nel suo laboratorio: collaborare e cooperare sono le direttive della moderna ricerca. Nel lavoro d'équipe troviamo la chiave, forse, di questi vertiginosi, recenti progressi. Ma nel lavoro dello scienziato c'è anche molta immaginazione, non solo freddo calcolo e raziocinio.

Nel futuro della ricerca scientifica c'è anche l'Università di Trieste, come ha ricordato il rettore, Domenico Romeo, in prima linea per lo sviluppo di diverse scienze applicate, dalle nanotecnologie alla genetica, alla farmacologia. Romeo ha parlato delle importanti ricerche che riguardano i virus, come quello dell'HIV, difficile da debellare a causa della sua capacità di mutare continuamente, per poi passare agli studi sui materiali, come quelli molto resistenti ottenuti dal carbonio, impiegati sia negli apparati microscopici delle nanotecnologie, che in quelli – ben più grandi – per l'esplorazione dello spazio.

Il terzo intervento è stato quello di Paolo Molaro, direttore dell'Osservatorio Astronomico, che ci ha spalancato le porte dell'universo profondo portandoci verso il cuore del cosmo e la sua origine, verso le complesse reazioni tra atomi che hanno dato forma a tutto ciò che ci circonda. Dal Big Bang alla radiazione di fondo, Molaro si è addentrato negli aspetti matematici, fisici e chimici della storia del cosmo, per trasmettere il fascino della carriera dell'astrofisico: ha concluso parlando dei nuovi strumenti che in futuro aiuteranno ad avvicinarsi ancora di più all'infinitamente lontano, come i nuovi telescopi, in orbita nei prossimi anni.

Cosa ci lega a Giulio Cesare? Ci assicura Boncinelli, in chiusura, che quasi sicuramente abbiamo respirato, prima o poi, un atomo che anche il noto imperatore aveva respirato secoli fa. Possiamo dirlo perchè sappiamo che gli atomi sono eterni e immutabili. La nostra vita dipende dalle complesse reazioni nucleari che, all'interno delle stelle, hanno prodotto il carbonio alla base della vita organica: per questo, ha voluto aggiungere Boncinelli, siamo a tutti gli effetti "figli delle stelle".

 

 

 
   
     
 

 

 


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