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edizione
2009
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2008 |
CONFERENZE PER IL PUBBLICO
OTTOBRE - DICEMBRE 2009
Il Comune di Monfalcone e il science centre Immaginario Scientifico – in collaborazione con il Centro internazionale di fisica teorica “Abdus Salam” (ICTP), il Dipartimento di astronomia dell’Università di Trieste, l’INAF-Osservatorio astronomico di Trieste e la Scuola internazionale superiore di studi avanzati (SISSA) – propongono un ciclo di conferenze pubbliche dedicate ai temi di punta dell’astrofisica e della cosmologia.
Quest’anno l’iniziativa assume un rilievo particolare, dal momento che l’UNESCO ha proclamato il 2009 Anno Internazionale dell’Astronomia a ricordo dei 400 anni dalle prime osservazioni al cannocchiale di Galileo Galilei. In più, il 2009 segna anche un importante doppio anniversario darwiniano, che viene celebrato in tutto il mondo. Per questa ragione Vagabondi del Cosmo vuole raccontare l’evoluzione cosmica accanto all’evoluzione biologica, in quanto fanno entrambe parte della medesima storia, sono una la continuazione dell’altra. E si parlerà anche del satellite astronomico Planck, lanciato pochi mesi or sono e destinato ad aprire un nuovo capitolo nell’indagine delle fasi iniziali dell’Universo: un’impresa che vede i ricercatori di Trieste in prima fila. Relatori del ciclo saranno cinque giovani studiosi che da anni lavorano nei maggiori istituti di ricerca triestini.
Presenta: Fabio Pagan / Coordinamento: Aura Bernardi
Le conferenze si terranno alla Biblioteca Comunale di Monfalcone (Via Ceriani 10 - Monfalcone, GO) con inizio alle ore 18.00.
Per informazioni:
tel. 0481 494372 | www.bibliotecamonfalcone.it
tel. 040 224424 | info@immaginarioscientifico.it | www.immaginarioscientifico.it |
20 ottobre - Giovanni Vladilo (INAF-Osservatorio astronomico)
Darwin nel cosmo
L’evoluzione della vita sul nostro pianeta è stata influenzata anche da molteplici eventi di origine cosmica. Nei primi 2 miliardi di anni della Terra, in assenza dello strato protettivo di ozono nell’atmosfera, le radiazioni cosmiche ionizzanti hanno giocato un ruolo determinante nell’evoluzione delle forme di vita primordiali, fornendo un efficiente meccanismo di mutazione genetica ancor prima dell’avvento dello scambio genetico di tipo sessuale. La variazione della luminosità del Sole nel corso della storia della Terra ha giocato un ruolo importante nel determinarne le condizioni di abitabilità, influenzando in misura decisiva l’evoluzione delle specie viventi. In taluni casi, eventi catastrofici di origine cosmica (ad esempio l’impatto di asteroidi, oppure l’esplosione di stelle massicce nelle vicinanze del Sole) hanno provocato invece delle svolte drammatiche nell’evoluzione dei primi viventi, segnando tappe importanti per il nostro pianeta. Esempio eclatante, la scomparsa dei dinosauri e di un gran numero di altre forme di vita avvenuta 65 milioni di anni or sono. Ma quale potrebbe essere il futuro dell’evoluzione della vita sulla Terra nel contesto cosmico?
Giovanni Vladilo (Yaritagua, Venezuela, 1954), laureato in fisica all’Università di Trieste, dopo varie esperienze di lavoro all’estero è attualmente astronomo associato all’Istituto nazionale di astrofisica-Osservatorio astronomico di Trieste, di cui è stato vicedirettore (1997-2001). Si occupa soprattutto del mezzo interstellare in galassie locali e primordiali e di zone abitabili nell’Universo. |
3 novembre - Michele Maris (INAF-Osservatorio astronomico)
Pianeti, una storia da riscrivere
Vi sono astri che sembrano vagabondare senza posa per la volta celeste. Stelle erranti, li chiamavano gli antichi, o pianeti. La comprensione del loro movimento ha rappresentato una sfida intellettuale che ha contribuito alla creazione degli archivi astronomici, alla scoperta delle leggi della gravità, alla fondazione del pensiero meccanicista, alla nascita del concetto di legge universale, fino all’idea dei viaggi spaziali e a ritenere che vi siano altri mondi abitati. Nel corso dei secoli si è scoperto che il sistema solare in cui viviamo è stabile e ordinato, ma le osservazioni delle sonde spaziali e le recenti indagini sull’evoluzione delle stelle e sui pianeti extrasolari hanno consentito di comprendere come l’ordine sia in realtà una proprietà emersa da una condizione di caos iniziale. Nella visione deterministica ereditata dall’Ottocento l’informazione dell’origine è codificata nelle condizioni di moto dei pianeti, essendo questo completamente reversibile dal punto di vista matematico. Tuttavia il processo di trasformazione dello stato caotico di partenza in uno stato ordinato distrugge gran parte dell’informazione iniziale, rendendo oggi ardua la ricostruzione dell’evoluzione del sistema solare.
Michele Maris (Cremona, 1965) si è laureato a Padova in astronomia e ha conseguito il dottorato all’Università di Pavia. Dal 1998 lavora all’Osservatorio astronomico di Trieste sullo sviluppo della missione Planck, coordinando le ricerche sul sistema solare. Si occupa inoltre dello studio dei corpi minori del sistema solare: in particolare i satelliti dei grandi pianeti gassosi. |
17 novembre - Pierluigi Monaco (Università di Trieste)
In viaggio con le galassie
Il nostro Universo è popolato da miliardi di galassie, immani “isole” di stelle e gas immerse in un oceano quasi vuoto. Le galassie nascono alcune centinaia di milioni di anni dopo il Big Bang. La loro formazione, preceduta dalla fulminea comparsa delle prime stelle, rappresenta la fine delle “epoche oscure” e il primo gradino dell’evoluzione dall’apparente semplicità dell’Universo primordiale (omogeneo, ma con minuscole “increspature” nel tessuto dello spazio-tempo) alla complessità dell’Universo attuale. Stelle e pianeti, infatti, altro non sono che le piccole “creature” che hanno origine in questi grandi sistemi. Nel nostro viaggio illustreremo la turbolenta nascita delle galassie alla quale oggi possiamo assistere grazie ai telescopi di ultima generazione, che sono ormai in grado di percepire la luce proveniente da oggetti che hanno brillato 13 miliardi di anni or sono. Sebbene le leggi fisiche fondamentali della loro evoluzione siano note, la complessità intrinseca delle galassie rende estremamente difficile da affrontare il problema della loro nascita: anche gli oggetti cosmici apparentemente più pacifici possono nascondere in realtà profondi misteri.
Pierluigi Monaco (Palermo, 1969) si è laureato e ha conseguito il dottorato all’Università di Trieste. Dopo un’esperienza di due anni all’Istituto di astronomia di Cambridge (Gran Bretagna), dal 1998 è ricercatore al Dipartimento di astronomia dell’Università di Trieste, dove la sua attività di ricerca si concentra sulla formazione di galassie in ambito cosmologico. |
1 dicembre - Stefano Liberati (SISSA)
La trama dello spazio-tempo
Che cosa sono lo spazio e il tempo? Qual è l’origine dell’inerzia dei corpi? Come si è evoluta la nostra concezione di questi concetti dall’antichità a oggi? E, soprattutto, che cosa si cela oltre la trama dello spazio-tempo descritto dalla teoria della gravitazione di Einstein? Sono alcune delle domande che saranno affrontate in questo incontro, attraverso un itinerario che partirà dalle speculazioni degli antichi greci fino a giungere alle sorprendenti conseguenze della relatività einsteiniana e passando per i grandi pensatori del passato: da Galileo a Newton, da Leibniz a Mach. Particolare attenzione sarà data al cammino che ha condotto all’unificazione dello spazio e del tempo nella fisica moderna, per rivolgersi poi alle applicazioni della relatività generale all’astrofisica e alla cosmologia, compresi fenomeni estremi di deformazione dello spazio-tempo (quali i buchi neri, il Big Bang o i cosiddetti «wormholes») dove la teoria einsteiniana raggiunge il suo limite di applicabilità. Un cammino che porterà a indagare le leggi che regolano l’esistenza del nostro Universo, fino a speculare sull’essenza stessa della realtà, ovvero sulla natura dello spazio-tempo.
Stefano Liberati (Roma, 1970) è ricercatore alla Scuola internazionale superiore di studi avanzati (SISSA). Laureato all’Università “La Sapienza” di Roma, ha conseguito il dottorato alla SISSA, dove è tornato dopo un periodo all’Università del Maryland. Lavora nel campo della teoria della gravitazione e della sua interfaccia con la fisica quantistica, in particolare nella fenomenologia dei buchi neri.
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15 dicembre - Carlo Baccigalupi (SISSA) Planck scruta il Big Bang
Il satellite Planck, progettato e realizzato dall’Agenzia spaziale europea (ESA), lanciato dal poligono di Kourou (Guyana) lo scorso 14 maggio, ha raggiunto il suo punto di osservazione posto ben al di là della Luna, a un milione e mezzo di chilometri di distanza dalla Terra, e ha cominciato l’ambiziosissima impresa di “fotografare” a elevatissima risoluzione l’Universo quale appariva in un’epoca primordiale, precedente la formazione delle immani strutture (galassie e ammassi di galassie) che oggi possiamo osservare. Planck in questo momento sta misurando, con un’accuratezza mai raggiunta in precedenza, le piccole differenze presenti nella temperatura della radiazione fossile, il residuo del Big Bang da cui ha avuto origine l’Universo osservabile. Trieste riveste un ruolo chiave in questa missione: assieme a Parigi, infatti, la città ospita il centro di ricezione e analisi dei dati del satellite prima che essi vengano resi disponibili alla comunità scientifica e al grande pubblico. Nell’incontro si descriverà lo stato della missione, il volo di Planck dalla Terra al punto di osservazione, le attese scientifiche riguardanti le origini e la storia dell’Universo e la sfida che questa impresa pone in un contesto internazionale.
Carlo Baccigalupi (Carrara, 1968) è professore associato alla Scuola internazionale superiore di studi avanzati (SISSA). Ha lavorato negli Stati Uniti (Berkeley e Chicago) e in Germania (Heidelberg). Le sue ricerche si svolgono nell’ambito della moderna cosmologia teorica, in particolare nello studio della radiazione di fondo cosmico e nell’interpretazione dei dati dei futuri esperimenti.
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intro | 20 ottobre | 3 novembre | 17 novembre | 1 dicembre | 15 dicembre |
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