Scopo dell’osservazione scientifica è riconoscere e distinguere i suoi oggetti. Nella microscopia, in particolare, più che l’ingrandimento dell’immagine conta la sua risoluzione. Per discriminare gli oggetti osservati sono state presto sviluppate raffinate tecniche di colorazione: da quelle ottocentesche di Gram che hanno permesso di distinguere i batteri dotati di fimbrie molto prima che di queste ultime si potesse sospettare l’esistenza, alle colorazioni immunoistochimiche che consentono di preparare un campione in modo da rilevare la presenza e la distribuzione di particolari macromolecole.

Purtroppo, l’osservazione al microscopio ottico, soprattutto se a forti ingrandimenti, soffre di una scarsissima profondità di campo. Per questa ragione, anche quando si utilizzano mezzi trasparenti, i campioni devono essere finemente affettati o disposti su un singolo strato. Non c’è altro modo per evitare che l’informazione che proviene dal piano su cui l’immagine è a fuoco si confonda con quella proveniente dagli altri piani. così facendo, però, si perdono importanti informazioni sulle strutture tridimensionali di cellule e tessuti.

In questi ultimi anni la biologia cellulare ha acquisito un nuovo strumento che permette di ovviare a queste difficoltà e osservare con maggior precisione le strutture molecolari evidenziate con l’immunofluorescenza. Si tratta di un particolare tipo di microscopio che utilizza la luce di un laser deflessa in modo da scansionare il campione. Questa luce, focalizzata sul campione da un obiettivo a forte ingrandimento, eccita la fluorescenza delle molecole con cui sono state colorate le cellule e la risultante luminescenza viene raccolta dallo stesso obiettivo per essere convogliata su un rivelatore attraverso una apertura confocale, un forellino, cioè, che seleziona la luce proveniente da un unico piano focale dell’oggetto. È così possibile realizzare delle sezioni ottiche del campione dello spessore dell’ordine dei decimi di micrometro, sezioni che vengono successivamente integrate al computer per realizzare delle immagini tridimensionali che possono venire visualizzate da diversi angoli.

L’immagine qui riprodotta rappresenta gli assoni di neuroni sensoriali olfattivi che convergono a formare un glomerulo nel bulbo olfattivo di un topo transgenico. Il colore verde è dovuto alla fluorescenza di una proteina naturale che è stata fatta esprimere solo nei neuroni oggetto di studio.

 

Micrografia di un glomerulo olfattivo realizzata da Anna Boccaccio nell’ambito del progetto di ricerca sulle basi molecolari dell’olfatto diretto da Anna Menini, utilizzando il più recente modello di microscopio confocale a scansione laser, presso il Laboratorio di Biofisica del Programma di Neuroscienze della SISSA di Trieste.

 

2015-11-03T18:23:27+00:00 venerdì 1 marzo 2002|Categories: cartoline dalla scienza|Tags: , , , , |

Trieste

riva Massimiliano e Carlotta, 15 34151 Grignano (Trieste)

Telefono: 040224424

Fax: 040224439

Pordenone

Via Vittorio Veneto, 31 33170 Torre di Pordenone

Telefono: 0434542455

Fax: 0434542455

Tavagnacco

via dei Molini, 32 33010 Adegliacco, Comune di Tavagnacco (UD)

Telefono: 0432571797 • prenotazioni: 040224424