La medicina è una pratica intessuta di incontri tra esperienze e condizioni di vita anche molto diverse. A volte, le immagini usate per raccontare questi incontri (“visite” fatte o ricevute) sono davvero quasi delle cartoline: foto di viaggi che danno colore e realtà a storie e geografie che altrimenti rimarrebbero delle nude cifre appese a dei nomi senza volto.

La fotografia che presentiamo questo mese fa parte della documentazione di una prima visita alla scuola di Badam nel distretto di Nirkh, a circa 35 km da Kabul. La visita era stata richiesta dall’autorità sanitaria locale a seguito dei casi di leishmaniosi cutanea che hanno cominciato a moltiplicarsi nella zona di Badam a partire dall’estate del 2000, dopo l’arrivo di una famiglia di profughi di ritorno dal Pakistan.

La leishmaniosi antroponotica, nota come “bottone d’Oriente”, è una malattia strettamente legata alla miseria e alla scarsa igiene degli abitati in cui si diffonde. Il vettore del parassita patogeno che la causa è infatti un pappatacio quasi incapace di volare, che sarebbe quindi abbastanza facile tenere fuori dalle case dove consuma i suoi pasti di sangue durante la notte. In casi come questo, la fotografia può servire anche come strumento di sensibilizzazione per un problema il cui “peso” (burden) nei Paesi ricchi si tende spesso a sottostimare, perché non causa un sufficiente numero di decessi (anzi, quasi nessuno), ma “solo” deformazioni al viso, pesanti soprattutto per donne e bambini. Per Badam, né il sopralluogo, né la relativa documentazione fotografica sono bastati a fare stanziare la somma necessaria all’intervento richiesto. Perché, appunto, di leishmaniosi non si muore abbastanza.

Casi di leishmaniosi nella scuola di Badam (provincia di Wardak, Afghanistan). La foto è stata scattata il 5 giugno 2003 dall’epidemiologo Ilkhom Gafurov, durante un sopralluogo per conto di HealthNet International, un’organizzazione non governativa impegnata nel controllo di varie malattie endemiche nelle regioni tra l’Afghanistan e il Pakistan. Il sopralluogo era stato richiesto dal Direttore del Wardak Health Department. Un terzo dei bambini tra i 7 e i 14 anni presentava lesioni attive o in via di cicatrizzazione.

2013-08-26T13:14:29+00:00lunedì 1 marzo 2004|Categories: cartoline dalla scienza|Tags: , , , |

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