Nel numero scorso si parlava della radiografia come di un’ombra fissata che ci rivela l’interno dei corpi trasparenti alla radiazione X. Possiamo essere più precisi, questa volta, e ricordare che vengono chiamate collettivamente raggi X onde di una vasta gamma di frequenze, tra l’ultravioletto e i raggi gamma. Raggi X di diversa frequenza sono assorbiti e trasmessi da materiali di diversa densità: più alta è la frequenza, maggiore è l’assorimento e quindi la trasmissione. In altre parole, con un diverso tipo di raggi X appaiono trasparenti diversi tipi di cose. Per fare l’esempio della borsetta raffigurata a sinistra della pagina, se si utilizza una radiazione molto energetica (cioè a frequenze molto alte), verranno visualizzate solo le chiavi, le cerniere e altre parti metalliche o comunque abbastanza dense da fermare il viggio delle onde. Se si utilizza invece una frequenza più lunga, il rivestimento della borsa apparirà in primo piano e gli oggetti di plastica contenuti nella borsa saranno offuscati se non addirittura coperti.

A questo punto, entra in gioco il calcolatore che ricostruisce l’immagine sovrapponendo i dati in modo che la borsetta appaia trasparente. L’immagine viene infatti acquisita in forma digitale, cioè numerica. A ogni punto dello spazio è cioè assegnato un certo valore di densità che può venire calcolato su diverse scale a seconda del tipo dell’energia luminosa utilizzata. Il computer ha perciò a disposizione dati sufficienti per ricostruire una immagine completa del contenitore e del suo contenuto, come avviene al check-in di molti areoporti, dove i nostri bagagli vengono ispezionati per rilevare la presenza non solo di armi metalliche ma anche di oggetti della stessa densità della valigia che li contiene.

In radiologia, utilizzando due diverse frequenze si possono visualizzare le distribuzioni di due diversi tipi di tessuti, tipicamente tessuti molli e ossa. Parlando della TAC (nel numero di maggio del 2003), dicevamo che è grazie al computer che possiamo integrare in una sezione del corpo tutte le informazioni che si ricavano dalle “ombre” prodotte illuminandolo da diversi punti di vista. La radiologia digitale Dual Energy utilizza invece la diversità della radiazione prodotta a due tubi catodici per ottenere sia immagini dei soli tessuti molli (sottraendo l’immagine ottenuta ad alte frequenze a quella ottenuta con frequenze più basse); sia immagini più precise dello scheletro (ripulendo l’imagine dei tessuti ossei con una sottrazione inversa). Ma, oltre a immagini più chiare, le metodiche Dual Energy possono servire ad ottenere accurate misurazioni della quantità e delle distribuzioni dei diversi tessuti. é quanto avviene per esempio con la DEXA (Dual Energy X-ray Absorbimetry), una metodica che premette di misurare la densità minerale ossea in pazienti con problemi di metabolismo osseo come l’osteoporosi e, contemporaneamente, la massa dei tessuti grassi e magri, valutazioni oggi molto importanti in pazienti che soffrono di obesità e altri disordini alimentari. Accanto alle immagini DEXA possono essere visualizzate delle finestre con grafici e tabelle contenenti i risultati delle misure di massa ossea, massa magra e massa grassa per tutto il corpo e settoriali per arti inferiori, arti superiori, tronco, ecc.

Le immagini, a volte, servono quindi anche per contare e misurare.

Immagini DEXA (ottenuta con il densitometro Osseo GE Healthcare Prodigy Advance) che visualizza i dati raccolti in una scansione “total body” di una bambina di circa 12 anni: a sinistra il tessuto osseo, a destra i tessuti molli.

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