Anche se l’uso di stampare a colori si è solo recentemente esteso dai libri d’arte a quelli scientifici, la dimensione del colore è da molto tempo un importante elemento della comunicazione della scienza. Il colore è usato non solo per disegnare figure geometriche, carte geografiche, disegni anatomici, ma anche per registrare e trasmettere nuove informazioni sugli oggetti di studio. Pensiamo alle immagini astronomiche, o all’importanza della colorazione in chimica o in biologia cellulare.

Lo abbiamo notato all’inizio del nostro viaggio a proposito dei fluorocromi usati per esplorare l’architettura delle cellule con il microscopio confocale. Siamo tornati sull’argomento anche nello scorso numero, osservando come la tomografia a emissione di positroni (PET), analogamente alla microscopia a fluorescenza (ma su scala miliardi di volte maggiore), permetta di visualizzare ciò che avviene a livello molecolare dentro le cellule.

Abbiamo parlato, in particolare, dell’uso come tracciante di un analogo del glucosio, marcato con un isotopo del fluoro, che permette di individuare delle modificazioni che hanno luogo a livello cellulare e che non si riflettono necessariamente nelle alterazioni a livello macroscopico.

Principali usi clinici della PET sono lo studio della funzionalità cerebrale e la localizzazione dei tumori. Dal punto di vista pediatrico, quest’ultima è senz’altro l’applicazione di più largo impiego. Per questo numero rimaniamo però ancora nell’ambito del neuroimaging, passando a un’altra metodica resa possibile dalla disponibilità di radioisotopi di elementi che possono essere inseriti in molecole coinvolte in importanti cicli biologici, senza alterarne le proprietà.

Tra questi elementi, il primo è il carbonio, per definizione l’ingrediente fondamentale di ogni sostanza organica. Le immagini che presentiamo sono state prodotte utilizzando un radiofarmaco ottenuto marcando con un isotopo del carbonio una molecola coinvolta nel trasporto di dopamina.

L’emissione dei positroni evidenzia l’aumento della captazione del neurotrasmettitore e, di conseguenza, la funzionalità del sistema dopaminergico.

Immagini PET [11C]FE-CIT dell’efficienza della trasmissione della dopamina in tre diversi cervelli. Dall’alto in basso: un soggetto sano, un caso di malattia di Parkinson e uno di tremore essenziale. La scala cromatica dal blu al rosso indica valori crescenti della captazione del tracciante. Le immagini sono state realizzate da Daniela Perani (Università Vita-Salute San Raffaele) con con il tomografo PET dell’Istituto Scientifico San Raffaele di Milano.

2013-08-28T16:24:30+00:00 giovedì 1 marzo 2007|Categories: cartoline dalla scienza|Tags: , , , , , |

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