Dal primo esame TAC, sono passati 35 anni: anni in cui la tecnologia dell’imaging diagnostico è cresciuta in tutte le dimensioni. Le prime scansioni restituivano immagini bidimensionali del corpo, sezioni trasversali del corpo in bianco e nero. Perchè queste “fette” potessero integrarsi e rendere visibile la struttura tridimensionale dell’interno del corpo umano, si dovette peròattendere una nuova generazione di apparecchi, in cui la sorgente correva lungo un unico binario spiraliforme. La TAC spirale era in grado di ricostruire molto bene la struttura dello scheletro o di organi che il paziente poteva mantenere fermi almeno il tempo di un’apnea, ma non erano abbastanza rapidi per catturare organi in rapido e continuo movimento come il cuore. Con la radiologia digitale e il raffinarsi della tecnologia dei sensori, le file dei rivelatori sono cresciute esponenzialmente da 4, a 16, a 32, fino a 64, e le macchine sono diventate capaci di ottenere altrettante fette simultanee. Le immagini che presentiamo sono tratte da un video in cui si può vedere ruotare la ricostruzione del cuore di un paziente mentre batte regolarmente durante l’acquisizione delle immagini. L’esame è stato eseguito presso l’Unità Clinico Operativa di Radiologia dell’Ospedale di Cattinara., le immagini e il filmato sono stati realizzati utilizzando una workstation dedicata all’elaborazione tridimensionale.

2011-09-19T13:18:03+00:00venerdì 1 agosto 2008|Categories: copertine del mese|Tags: , , |

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