Nello studio del corpo umano, la metafora della mappa che abbiamo seguito negli ultimi mesi con particolare riferimento al cervello non è usata solo per le tecniche di neuroimaging. Abbiamo già più volte osservato che molte immagini del corpo, anche se sono realizzate mediante un’acquisizione diretta e automatica di dati effettuata in precisi momenti, diventano ugualmente delle specie di carte, perché non vengono riferite al singolo individuo a cui appartiene la parte del corpo raffigurata, ma rappresentano un tipo ideale di struttura, fisiologica o patologica che sia. Non a caso, si parla di “atlanti” anatomici. L’atlante del cervello PALS (Population Average, Landmark and Surface-based) che abbiamo presentato nello scorso numero, rispetto ad atlanti precedenti, ha la particolarità di essere basato, anziché su un singolo cervello, su quelli di un crescente numero di individui sani, ovviando così al problema costituito dalla grande variabilità individuale della corteccia umana. Per ottenere questo atlante, i dati di risonanza magnetica relativi a ognuno dei soggetti vengono innanzitutto “segmentati”, in modo da isolare la struttura tridimensionale della corteccia. La superficie di ciascuna corteccia è poi “gonfiata” (in modo da eliminarne le pieghe). Mantenendo sei principali landmark anatomici, il risultante ellissoide viene trasformato in una sfera, le cui coordinate geografiche (meridiani e paralleli) permettono una identificazione univoca dei punti e delle regioni di interesse. Il simulacro della corteccia può venire infine ridotto a una superficie piana. I dati relativi a ciascun individuo sono così confrontabili con quelli degli altri soggetti e possono essere operate delle medie statistiche per definire valori sia normali che anomali. Nel caso delle immagini che presentiamo, i dati mappati in corteccia rappresentano una media delle attivazioni nel volume dei cervelli rilevate con la risonanza funzionale su un gruppo di soggetti sottoposti a un test di memoria visiva. La corteccia diventa veramente una carta su cui segnare i dati delle esplorazioni neuroscientifiche.

Mappe dell’attivazione cerebrale in 11 soggetti sottoposti a esame di risonanza magnetica funzionale mentre veniva loro chiesto di ricordare delle parole scritte e delle facce. Le immagini sono state realizzate con CARET (Computerized Anatomical REconstruction Toolkit), sviluppato al Van Essen Lab nel Dipartimento di Anatomia e Neurobiologia della Washington University in St. Louis. L’immagine è tratta dal manuale d’uso di CARET, dove è utilizzata per descrivere un particolare tipo di mappatura dei dati fMRI sulla corteccia (dato il contesto, i dati sono sprovvisti di significato medico). La scala cromatica del giallo codifica per l’attivazione cerebrale, quella del blu per la disattivazione.

2013-08-29T14:25:07+00:00martedì 1 aprile 2008|Categories: cartoline dalla scienza|Tags: , |

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