Grazie a un occultamento lunare, 50 anni fa, per la precisione il 5 agosto 1962, un gruppo di radioastronomi guidati da Cyril Hazard all’osservatorio della città di Parkes (New South Wales, Australia) riuscirono a localizzare la controparte ottica di una potente sorgente di onde radio, già osservata nella costellazione della Vergine e denominata 3C 273.Dall’inizio della radioastronomia, per identificare e descrivere le sorgenti di onde radio, gli astronomi cercano una loro controparte sulle frequenze della luce visibile (oggi anche della luce infrarossa, ultravioletta, o dei raggi X). In queste bande, nella direzione da cui provengono i segnali radio, normalmente appaiono oggetti celesti estesi e ben visibili, come galassie o resti di supernovae. Nel caso della sorgente 3C 273 non appariva una precisa controparte ottica (all’epoca, i radiotelescopi erano gli unici strumenti in grado di esplorare il cielo su frequenze diverse da quelle ottiche). Quando, grazie all’occultamento lunare, Cyril Hazard fu in grado di localizzare la sorgente con un telescopio ottico, si rese conto che si trattava di una sorgente simile a una stella. L’anno dopo, l’astronomo olandese Maarten Schmidt, utilizzando il telescopio ottico Hale al Palomar Observatory in California, fu in grado di misurare la velocità di allontanamento (e quindi, indirettamente, la distanza) e a riconoscere la struttura allungata di 3C 273, che, assieme ad altri simili lontani oggetti celesti, entrò a far parte di una nuova classe astronomica: le “sorgenti radio quasi stellari”, in inglese, quasi stellar radio sources, normalmente abbreviato in quasar.

Attualmente i quasar vengono considerati gli oggetti più luminosi dell’universo, capaci di sprigionare in un secondo tanta energia quanta ne emette il nostro Sole in centinaia di migliaia di anni.

L’immagine visualizza il getto di 3C 273 nella sua intera lunghezza (150.000 anni luce!), fondendo l’informazione raccolta con cinque diversi telescopi: il Very Large Array (VLA), un radiotelescopio situato in una vasta valle isolata a 80 km a ovest di Socorro, nel New Mexico (USA) e i telescopi spaziali Spitzer, Hubble e Chandra, che esplorano il cielo rispettivamente nelle bande dell’infrarosso, del visibile/ultravioletto e dei raggi X. I colori nell’immagine corrispondono alla banda su cui sono state registrate le onde luminose che l’hanno prodotta (e al telescopio con cui la radiazione è stata raccolta).

2012-10-04T07:09:46+00:00domenica 5 agosto 2012|Categories: copertine del mese|Tags: , , , , |

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