L’ uomo – lo diceva già Aristotele – è un animale essenzialmente sociale. Le reti sociali, che oggi vengono considerate un “fenomeno emergente” (Facebook, nato nel 2004, ha raggiunto il miliardo di utenti attivi), sono in realtà antiche come noi. Il computer e Internet hanno solo innaturalmente esteso la nostra possibilità di stabilire legami di “amicizia”, ma l’importanza di questi legami ci è sempre stata molto chiara.
D’altra parte, la coscienza che possiamo avere dell’influenza esercitata dalle reti sociali sulla vita del singolo individuo è oggi più scientificamente condivisibile anche grazie alla possibilità, offerta sempre dal computer, di visualizzare e analizzare reti sociali molto estese (fino a comprendere migliaia di persone, di ciascuna delle quali possono essere registrati età, residenza, legami familiari e affettivi, e in certi casi anche massa corporea, abitudini ecc.).
Dell’uso dei grafi di reti sociali in epidemiologia abbiamo già parlato nel maggio 2006. Nel frattempo non solo è esplosa la moda dei social network, ma sono anche migliorati i programmi per disegnare i grafi che li rappresentano e analizzarne la struttura. Da queste analisi è recentemente emersa l’importanza di queste reti anche nella trasmissione di comportamenti pericolosi per la salute, come i disordini alimentari e il vizio del fumo.
Le immagini che presentiamo in questo numero visualizzano dati relativi a una stessa rete sociale, considerata in diversi tempi e sotto diversi aspetti. La rete in questione è quella studiata nel corso del Framingham Heart Study (FHS), un programma del National Heart Lung and Blood Institute che dal 1948 fino a oggi ha seguito varie migliaia di persone nella città di Framingam, in Massachusetts. Per la precisione, la ricerca è stata condotta sulla seconda generazione della rete FHS: 12.067 persone monitorate dal 1971 al 2003.
Il grafo sulla sinistra rappresenta un sottoinsieme della rete FHS composto da 2200 persone che si conoscono bene tra di loro, visualizzate ognuna come un cerchio. Le dimensioni di ogni cerchio sono proporzionali a un indice di massa corporea. Quando questo indice supera le 30 unità, l’interno del cerchio da verde diventa giallo. La distribuzione a grappoli dei nodi gialli ci dice qualcosa sulla “trasmissione” dell’obesità: essere vicini a una persona obesa aumenta il rischio di diventare a propria volta obesi. La vicinanza a cui l’influenza riesce ancora a farsi sentire arriva fino a tre gradi di separazione: amici/parenti di amici/parenti di amici/parenti (dopo di che smettiamo in effetti di considerare una persona come parte del nostro gruppo).
Analoghi grappoli di bottoni gialli che coprono tre gradi di separazione sono visibili nei grafi sulla prevalenza del fumo sulla destra, che visualizzano i rapporti tra un campione di 1000 persone della rete FHS. I cerchi verdi rappresentano non fumatori, mentre le dimensioni dei gialli sono proporzionali al numero medio di sigarette consumate. I due grafi corrispondono a tempi diversi. Anche smettere di fumare è un’azione influenzata dalla rete.

I grafi descrivono l’influenza della rete sociale sull’obesità (in basso a sinistra) e sul consumo di sigarette (a destra in basso, dati del 1971; in alto, del 2000). Le immagini sono state prodotte nell’ambito di due ricerche condotte da Nicholas Christakis (Harvard Medical School, Boston) e James Fowler (University of California, San Diego) e sono state scaricate dal sito web di Christakis.

2013-09-05T15:00:06+00:00venerdì 1 febbraio 2013|Categories: cartoline dalla scienza|Tags: , , , , |

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