02_OggiTramo_IntLa famosa virologa e parlamentare Ilaria Capua ospite di Trame.

ILARIA CAPUA
TESSITRICE DI TRAME PER UN’ITALIA COMPETITIVA

Ci sono donne che tramano un’Italia diversa. Ilaria Capua è senz’altro una di queste. È lei l’ospite d’eccezione di Trame, che stasera alle ore 21.00, al Salone degli Incanti di Trieste, incontrerà il pubblico in una serata-evento a ingresso gratuito.

La scienziata sarà intervistata da Fabio Carniello, direttore dell’Immaginario Scientifico. Il punto di partenza sarà il libro scritto da Ilaria: I Virus non aspettano: avventure, disavventure e riflessioni di una ricercatrice globetrotter (Marsilio Editori, 2012). Sarà una chiacchierata non solo con la scienziata, ma anche con la donna, la madre, la viaggiatrice, la parlamentare, la “leonessa che si batte per difendere la scienza”, come si è lei stessa definita in una recente intervista sul sito Dibattito Scienza, in cui racconta del suo impegno per far sì che la normativa europea sulla sperimentazione animale non venga modificata in senso “oscurantista” per il nostro Paese e i nostri ricercatori.

Grazie a questo impegno, proprio nelle ultime ore il Governo ha approvato l’ordine del giorno di Scelta Civica sulla sperimentazione animale, di cui Ilaria Capua è prima firmataria, che pone l’accento sull’importanza di tutelare il benessere gli animali e, nel contempo, permettere ai ricercatori italiani di esprimere il loro potenziale nella ricerca scientifica. La ricerca sugli animali va condotta nel rispetto delle norme ma senza mai dimenticare quanto essa abbia consentito e consenta di fare per la difesa della salute dell’uomo e degli animali. Sarebbe intollerabile, oltre che illegittimo, se l’Italia adottasse una normativa sulla sperimentazione animale più restrittiva di quella europea. “Sono orgogliosa di aver condotto questa battaglia in nome dei ricercatori italiani” – così si è espressa Ilaria Capua – “la mia professionalità specifica in questo settore mi ha permesso di rappresentare la posizione del mondo della ricerca, troppo spesso dimenticata”.

Veterinaria e virologa, parlamentare e vice presidente della Commissione Cultura a Montecitorio, fino all’ingresso in Parlamento Ilaria Capua ha diretto un centro d’eccellenza di ricerca. Il suo lavoro?  Tenere sotto controllo le malattie degli animali che possono essere un rischio per l’uomo.
Ma essere bravi scienziati non basta per meritarsi l’appellativo di “mente rivoluzionaria” assegnatole nel 2008 dalla rivista scientifica americana Seed. Il suo nome è risuonato nel mondo della scienza nel 2006, durante l’emergenza aviaria, quando Ilaria Capua identifica il ceppo originario del virus, lo deposita in GeneBank, una banca dati open access perché fosse disponibile in tempi brevi ai laboratori di tutto il mondo, semplicemente perché era “un’informazione che riguardava tutti i cittadini del pianeta”. I meccanismi internazionali per la gestione delle pandemia da allora non sono più stati gli stessi e il dibattito sulla trasparenza dei dati non può fare a meno di citare, sempre, la sua decisione.

Non è proprio un caso che Ilaria Capua sia stata presa come uno dei tre “case study” nel libro Biohackers di Alessandro Delfanti, secondo cui, come si legge su un articolo su The Guardian del 15 luglio scorso, “sembra esserci un punto di incontro fra ciò che è conosciuta come norma mertoniana della scienza (in particolare il desiderio di condividere il lavoro) e l’etica hacker. La pirateria informatica unisce ribellione e apertura con una forma di critica contro le istituzioni, e così fa anche la scienza, ed entrambe possono essere applicate ad una varietà di finalità politiche”.

Si parlerà di questo stasera al Salone degli Incanti assiema alla possibilità e del dovere di tramare un’Italia competitiva, che parta e riparta dalle occasioni giuste, dalla cultura, dal coraggio, dall’impegno e dalle donne. Essere competitivi  significa guardare al mondo globale mantenendo la propria identità, investire sulle risorse interne e aprirsi alle possibilità esterne. Significa individuare e valorizzare il merito   –  scrive Ilaria nel suo libro “in Italia non sono discriminate le donne, quanto le persone meritevoli. A prescindere dal genere”. Essere competitivi  significa riconoscere  le occasioni irripetibili, quelle che – esattamente come i virus – non aspettano, “anche se la linea di demarcazione tra il coraggio e l’incoscienza è sfumata come uno schizzo a  carboncino”.

2013-09-10T14:24:42+00:00giovedì 1 agosto 2013|Categories: notizie|Tags: , , |

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