30 anni dalla scoperta delle impronte genetiche

copertina-settembre-2014Già molte migliaia di incertezze familiari e di casi criminali sono stati risolti grazie alla possibilità, scoperta 30 anni fa dal biologo molecolare inglese Alec Jeffreys e dal suo gruppo di lavoro alla Leicester University, di riconoscere rapidamente e sicuramente ogni singolo genoma umano.
La scoperta è avvenuta esattamente la mattina del 10 settembre 1984, il giorno in cui si è concluso un lungo esperimento sul genoma di alcuni membri di una stessa famiglia. Nel laboratorio di Jeffreys si stavano svolgendo già da tempo delle pionieristiche ricerche su alcuni siti ad alta variabilità genetica della parte non codificante del genoma umano (il cosiddetto “DNA spazzatura”). Confrontando le autoradiografie delle corse elettroforetiche delle porzioni di DNA esaminate, i ricercatori si sono accorti che le bande si posizionavano con differenze e similarità che corrispondevano al tipo e ai gradi di parentela tra i vari membri di quella famiglia.
In seguito, quello stesso laboratorio, che per un paio di anni è stato l’unico al mondo in grado di effettuare il cosiddetto “esame del DNA”, ha sviluppato anche metodi molto più rapidi basati sul confronto di un’unica regione ad alta variabilità genetica.

2014-09-01T09:58:42+00:00 mercoledì 10 settembre 2014|Categories: copertine del mese|Tags: , , , |

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