02_SAA_Bilancio_IntConclusa con successo la XVIII edizione del festival Scienzartambiente, con un bagno di folla per la giornata-evento FaberFest.

OLTRE 6.000 VISITATORI PER SCIENZARTAMBIENTE 2014
TRIONFANO LE ATTIVITÀ DI FABERFEST

Per il 18° anno si riconferma molto seguito e apprezzato dal pubblico, il festival Scienzartambiente – per un mondo di pace, conclusosi domenica 19 ottobre a Pordenone, al termine di una cinque giorni dedicata al tema del “desiderio” declinato in molteplici accezioni, che hanno visto la partecipazione di oltre 6.000 visitatori: dalle riflessioni sul disagio psichico ai complotti legati alle scie chimiche, dalla fotografia nel cinema alle strategie di predazione nel mondo animale, senza trascurare argomenti più “stuzzicanti” come l’ossessione dell’arte per il piede femminile e le parole che “fanno” l’amore.
A testimoniare il successo ottenuto dal festival ci sono anche le centinaia di “selfie” che il pubblico ha potuto scattare nel Photo Booth dell’Immaginario Scientifico nel chiostro del Convento di San Francesco.

La 18° edizione del festival si è chiusa con un vero e proprio “bagno di folla”, accorsa per giocare con le tante attività legate alle nuove tecnologie, alla programmazione e all’autocostruzione, di FaberFest: l’evento conclusivo del festival, organizzato nello stile delle MakerFaire, era dedicato al fai-da-te, al bricolage e alla creatività, ma anche al micromondo in espansione di “maker”, programmatori, hacker “pacifici” e sostenitori dell’open source e della libera circolazione di idee e progetti sul web.

Tantissime – forse più che a qualunque altro appuntamento nella storia di Scienzartambiente – le persone che sono passate dall’ex Convento di San Francesco nel corso della giornata di FaberFest e si sono trattenute lungamente a visitare i vari stand “mostra e dimostra” e i tavoli del “tinkering”, distribuiti nella navata della chiesa, nonché lo spazio “talk” sui software open source collocato nell’abside. A riprova del fatto che, in un’epoca in cui sembra ampliarsi il divario tra il pubblico medio e la tecnologia, in rapidissima e sempre più sofisticata evoluzione, esiste un movimento reale e consistente di maker, appassionati di fai-da-te e semplici curiosi, che è voglioso di conoscere da vicino, far proprie e riprodurre in casa queste nuove tecnologie, e accoglie con entusiasmo occasioni di confronto di questo tipo.

È il caso, per esempio, della robotica, resa semplice dalla tecnologia di Arduino, oppure della stampa in 3D, l’attrazione più gettonata della giornata di FaberFest: entrambe tecnologie messe a punto già da qualche anno fa ma che solo oggi, grazie alla filosofia dell’open source e della condivisione di idee e progetti in rete, stanno spopolando al punto che chiunque può costruirsi a casa propria e con una minima spesa dei piccoli robot, dei semplici sistemi automatizzati o una piccola stampante per realizzare modellini tridimensionali in plastica.

Grande successo hanno riscosso le scansioni in 3D che i visitatori hanno potuto fare all’interno del Convento di San Francesco: adulti e bambini hanno avuto modo di assistere ai vari passaggi di digitalizzazione di un oggetto tridimensionale (in questo caso se stessi!) e vedersi trasformati in una vera e propria risorsa di rete. I file delle scansioni sono disponibili e scaricabili QUI.

Nel corso di FaberFest si è svolta anche la prima edizione del concorso The UmbrellHacker Contest: la sfida alla trasformazione di un ombrello in un oggetto nuovo, originale e “customizzato”. Le squadre in gara, tutte determinate e molto creative, hanno cercato di interpretare a modo loro la sfida e alla fine, per il coraggio, l’inventiva e l’originalità, ognuna ha ricevuto un premio, consistente in buoni per l’acquisto di prodotti per il fai-da-te di Opitec, sponsor del concorso.

Vincitore-concorso-ombrello

Marco Innocente, uno dei vincitori dell’UmbrellHacker Contest

 

Il primo premio e il buono d’acquisto più consistente, sono andati alla squadra composta da Marco Innocente e Thomas Pevere, entrambi classe 2001, per la loro “Macchina fotografica antica”. La giuria, composta da Alessandro Ranellucci, coautore di Slic3r, uno dei primi e più utilizzati software per la stampa 3D, Carlo Fonda, responsabile di SciFabLab, il primo laboratorio di fabbricazione e scienza del Friuli Venezia Giulia, e Fabio Carniello, direttore dell’Immaginario Scientifico, ha motivato la scelta commentando che l’opera vincitrice “è stata quella che più di tutti ha saputo interpretare la filosofia dei “maker””.
I concorrenti, infatti, sono riusciti a utilizzare tutti gli elementi dell’ombrello, impegando solo 2,50 € del budget assegnato e a interpretare, anche con un po’ di fantasia, il vero spirito dei maker ovvero quello di costruire a costo minimo, riciclando il più possibile per ottenere un oggetto essenziale, funzionale e senza inutili orpelli.

 

 

2014-10-21T10:09:59+00:00domenica 19 ottobre 2014|Categories: notizie|Tags: , , |

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