Le “stelle cadenti”, dette più scientificamente meteore, sono eventi relativamente rari (non per niente la superstizione popolare li associa all’esaudimento di un desiderio). Diventano improvvisamente più frequenti in certi precisi giorni dell’anno, quando l’orbita terrestre incrocia quella di corpi celesti (asteroidi e, soprattutto, comete) la cui orbita giace su un altro piano rispetto all’eclittica. Quando la scia di frammenti (detti meteoroidi) lasciata da questi corpi viene lambita dalla nostra atmosfera, a causa dell’impatto con gli atomi degli alti strati atmosferici, i meteoroidi, che viaggiano ad altissima velocità (fino a 70 km/s), bruciano cominciando a consumarsi perdendo normalmente tutta la loro massa (quelli che conosciamo come meteoriti sono di fatto l’ultimo stadio della trasformazione di un meteoroide, che è riuscito ad arrivare fino al suolo).
Gli sciami di meteore prendono normalmente il nome della costellazione da cui sembrano provenire nel cielo delle loro specifiche date. Per esempio, le stelle cadenti della notte di San Lorenzo (10 agosto) vengono anche chiamate Perseidi, perché le vediamo arrivare dalla porzione di cielo corrispondente alla costellazione di Perseo (l’immagine in copertina inquadra alcune Perseidi della scorso 10 agosto).
Data la rarità e la relativa imprevedibilità delle meteore, non era facile fotografarle con gli strumenti tradizionali dell’astronomia. Così, se la prima fotografia di una stella “fissa” risale a 165 anni fa, per avere la prima foto di una meteora si è dovuto attendere altri 35 anni. È stata infatti scattata a Praga il 26 novembre del 1885. L’occasione fu uno straordinario sciame di meteore che piovvero su tutta la Terra con un’intensità che dalla notte del 26 andò aumentando fino a raggiungere la notevole frequenza di 3600 meteore all’ora (una al secondo!).
Oggi le meteore di fine novembre, un fenomeno che è perdurato fino alla fine del secolo XIX, non ci sono più. Erano note come Andromeidi o Bielidi, perché erano causate dall’incrocio dell’orbita terrestre con quella della cometa Biela, che avveniva nel cielo della costellazione di Andromeda. Ma l’ultimo avvistamento della cometa era avvenuto più di 40 anni prima (nel 1852) e oggi si è abbastanza sicuri che Biela sia andata interamente distrutta e che quella pioggia di meteore, che è andata affievolendosi negli anni fino a scomparire del tutto, fosse l’ultima parte della coda dei suoi frammenti.

2018-01-15T10:10:27+00:00mercoledì 4 novembre 2015|Categories: copertine del mese|Tags: , , , , , |

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