analisi del movimento animale

15_03_fascettaLe immagini tanto più ci incantano quanto più suggeriscono quello che è appena successo e quello che sta per succedere al soggetto che ci presentano congelato in un istante del tempo. Paragonando il dipinto a un discorso, possiamo dire che non ci sono solo dei nomi e degli aggettivi che individuano e qualificano i personaggi della storia, ma anche verbi e avverbi che ci dicono quando, dove e come si svolgono i fatti espressi dalla raffigurazione. Fin dai suoi albori, la pittura ha infatti cercato di esprimere , assieme all’identità e le qualità dei suoi soggetti, anche dove e come si svolgevano le loro azioni. E la storia e la geografia della pittura registrano vari metodi utilizzati dalle diverse culture per raccontare storie attraverso le immagini. In tutti questi casi, l’immagine, grazie alla perizia dell’artista, poteva richiamare alla mente una certa azione, ma era però sempre molto meno ricca e precisa dell’esperienza visiva che cercava di esprimere.
Le cose cambiano completamente con il cinema e con i suoi precursori. Le crono-fotografie che presentiamo in questo numero sono immagini multiple, realizzate nelle ultime decadi del XIX secolo dal fotografo anglo-americano Eadweard Muybridge e dal fisiologo francese Etienne-Jules Marey (ne abbiamo già parlato nel numero di ottobre 2004, presentando alcune fotografie stroboscopiche). L’opera di entrambi questi ricercatori ha esercitato una grande influenza sulla pittura del XX secolo, evidente in artisti come Degas e Duchamp. Ma, se da una parte si aprono nuovi orizzonti alla rappresentazione del movimento, con queste immagini cambia anche il ruolo dell’immagine rispetto alla conoscenza, perché da allora l’immagine del movimento non serve più solo a esprimere conoscenze acquisite attraverso le proprie esperienze, ma diventa anche uno strumento per acquisire informazioni di cui non si disponeva prima. Il cavallo in movimento, la storica sequenza di Muybridge, è stata realizzata per sapere se ci fosse o meno un momento in cui tutti e quattro gli zoccoli di un cavallo al galoppo si staccano dal suolo. Negli stessi anni, Marey utilizzava un’altra tecnica crono-fotografica per analizzare il movimento di mammiferi e uccelli e, in particolare, l’andatura umana.
Oggi, grazie allo sviluppo della post-produzione cinematografica, le tecniche di analisi del movimento hanno raggiunto una considerevole precisione e accessibilità.
Del resto, mentre per l’analisi del moto dei fluidi, di cui abbiamo parlato nel mese di gennaio, occorre seguire il movimento di innumerevoli particelle, per l’analisi del movimento di un corpo rigido basta registrare lo spostamento di un numero relativamente piccolo di punti. I file così raccolti possono essere utilizzati non solo nell’industria dello spettacolo per muovere simulacri virtuali, ma anche nello studio della deambulazione. Di queste tecnologie – e delle loro applicazioni mediche – contiamo di parlare ancora, e con maggiori dettagli.

2015-04-01T11:43:35+00:00 martedì 31 marzo 2015|Categories: cartoline dalla scienza|Tags: , , , |

Trieste

riva Massimiliano e Carlotta, 15 34151 Grignano (Trieste)

Telefono: 040224424

Fax: 040224439

Pordenone

Via Vittorio Veneto, 31 33170 Torre di Pordenone

Telefono: 0434542455

Fax: 0434542455

Tavagnacco

via dei Molini, 32 33010 Adegliacco, Comune di Tavagnacco (UD)

Telefono: 0432571797 • prenotazioni: 040224424