15_02_fascettaDella termografia abbiamo parlato molti anni fa, nel febbraio 2003, quasi all’inizio del nostro viaggio nell’imaging biomedico. Nella sostanza, la tecnica da allora non è cambiata. Si tratta sempre di raccogliere la radiazione luminosa che ogni corpo (per la precisione, che abbia una temperatura superiore allo zero assoluto) emette sulle bande dell’infrarosso lontano, e di visualizzarla in falsi colori. Siccome esiste una relazione diretta tra la temperatura dei corpi e la quantità di radiazione infrarossa da loro emessa, la distribuzione della radiazione emessa dà un’immagine della distribuzione delle temperature nella scena inquadrata.
Quello che è cambiato negli anni è, come dappertutto, il livello e la disponibilità della tecnologia, che sono saliti notevolmente, man mano che cresceva il numero delle possibili applicazioni della termografia. Mentre 12 anni fa ci siamo soffermati sugli usi diagnostici della termografia, le immagini che presentiamo in questo numero illustrano suoi utilizzi che approfittano della trasformazione sensoriale operata, della possibilità cioè di toccare con gli occhi, fornendo un efficace e prezioso strumento di controllo medico.
La misurazione della temperatura è entrata nella pratica clinica fin dal secolo XIX. Sappiamo tutti però che si tratta di un’operazione che normalmente richiede una certa quantità di tempo e soprattutto il contatto fisico con un certo punto del corpo. L’immagine termografica permette invece un colpo d’occhio sulle temperature di tutti gli oggetti osservati, che vengono lette simultaneamente attraverso la scala cromatica delle immagini sullo schermo.
Come abbiamo visto parlando degli usi diagnostici della termografia, la possibilità di vedere il calore può rivelarsi di grande utilità per valutare eventuali anomalie della distribuzione delle temperature (osservando, per esempio, non solo differenze tra un seno e l’altro, ma anche irregolarità all’interno di uno stesso seno). Ma la simultaneità e la localizzazione dell’informazione termologica offerta dalla termografia può venire anche sfruttata per il monitoraggio di valori standard della temperatura corporea. Grazie alla buona risoluzione degli strumenti oggi disponibili, la termografia fornisce infatti “in parallelo” le stesse temperature che dovrebbero altrimenti venire acquisite con procedure seriali. Questa “comodità” viene oggi utilizzata in situazioni diverse, dal monitoraggio epidemiologico (per esempio in aeroporto), a quello etologico, forestale e veterinario (su tutte le scale del regno animale, dai grandi mammiferi agli insetti) fino al controllo della temperatura su specifiche aree del corpo dei neonati mentre riposano nelle loro culle.

2015-03-05T12:20:56+00:00domenica 15 febbraio 2015|Categories: cartoline dalla scienza|Tags: , , , , |

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