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135 anni dalla presentazione pubblica dello zooprassinoscopio

Il 13 marzo 1982, a Londra, nella prestigiosa Royal Institution (l’organizzazione britannica per la ricerca e l’educazione scientifica) e alla presenza del Principe del Galles, Eadweard J. Muybridge presentava delle brevi sequenze di animali visualizzate con un apparecchio ottico di sua invenzione che aveva chiamato zooprassinoscopio perché permetteva di riprodurre e quindi osservare il movimento animale.

Durante una ricerca quinquennale finanziata dal magnate statunitense Lerland Stanford, Muybridge aveva perfezionato un sistema per scattare istantanee in momenti precisi della corsa, in modo da registrare tutte le fasi del trotto o del galoppo del cavallo (The Horse in Motion, 1878; per altre informazioni leggi l’articolo sulla cronografia).
Contemporaneamente a Muybridge, anche molti altri scienziati stavano lavorando a simili progetti. Nel 1879 l’inventore francese Charles-Émile Reynaud aveva messo a punto il prassinoscopio, un sistema di specchi rotanti per riflettere delle sequenze di immagini che perfezionava il fenachistoscopio inventato dal fisico e matematico belga Joseph Plateau nel 1832. Tutte queste invenzioni si basano sul fenomeno della persistenza della visione, osservato già da Euclide e descritto scientificamente nel 1829 da Plateau, che ha calcolato che le immagini rimangono impresse nella retina per circa 1/50 di secondo.

L’immagine in copertina è ricavata dal disco utilizzato nella presentazione della sua invenzione.

2017-07-26T12:27:21+00:00 lunedì 13 marzo 2017|Categories: copertine del mese|Tags: , , , , , |