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445 anni dalle prime osservazioni moderne di una supernova

Il cerchio rosso visibile nel quadrante superiore sinistro della foto è SN 1572, meglio nota come la “supernova di Brahe”. Il 6 novembre 1572, l’astronomo tedesco Wolfgang Schuler aveva osservato per primo, nella costellazione di Cassiopea, l’improvvisa apparizione di una nuova stella particolarmente luminosa. Il danese Tycho Brahe è stato però quello che ha studiato con più attenzione quella stella, perché, sebbene fosse appena all’inizio della sua carriera di astronomo, ne aveva intuito l’importanza per la comprensione di ciò che avviene nei cieli. Per questo la stella (o meglio ciò che ne rimane) porta ancora il suo nome.
Non era la prima volta che degli astronomi registravano l’apparizione di una nuova stella in cielo, ma l’ultima volta era successo molto tempo prima (la precedente apparizione di una stella di cui si abbia documentazione storica era stata osservata nel 1181 da astronomi cinesi e giapponesi). Inoltre le precedenti osservazioni non erano entrate in conflitto con la filosofia scolastica che aveva nel frattempo dato alla teoria aristotelica dell’immutabilità del cielo un’autorità vicina a quella della Bibbia.

Le scrupolose osservazioni compiute da Brahe nei mesi in cui la stella è rimasta visibile visibile a occhio nudo lo portarono a dimostrare, basandosi sulla misura della parallasse stellare, che quella conflagrazione nel cielo di Cassiopea doveva essere avvenuta molto oltre la sfera sublunare, cioè nelle sfere delle stelle fisse che Aristotele considerava eterne. Con il suo libro De Stella Nova (1573) Brahe inaugurava così una serie di annunci che sarebbe proseguita con la supernova del 1604 studiata da Johannes Kepler (assistente e poi successore di Brahe), le rugosità della superficie lunare osservate con il telescopio da Galileo Galilei e pubblicate nel 1610 nel suo Sidereus Nuncius, e infine le osservazioni telescopiche delle macchie solari pubblicate nello stesso anno dagli astronomi frisoni Johannes e David Fabricius.
Oggi, sulla base di più precise misure di parallasse fatte su quello che resta della SN 1572, sappiamo che la nuova stella osservata da Brahe si trovava a circa 10.000 anni luce dal Sistema Solare. Nell’immagine, il resto della supernova, visualizzato in falsi colori a partire dalla radiazione raccolta sulle bande dei raggi X dal telescopio spaziale Chandra, appare come un’immensa nuvola di detriti radioattivi che ha raggiunto quasi 20 anni luce di diametro.

2017-10-30T12:37:07+00:00 lunedì 6 novembre 2017|Categories: copertine del mese|Tags: , , , |